Basta vodka: in Russia è l’ora del sidro

La Russia è uno dei maggiori importatori di mele del mondo. Il clima freddo e i grandi spazi ne favorirebbero le coltivazioni che però rimangono ancora limitate. Tuttavia la mela, da quelle parti, si mangia e solo raramente si beve. Inoltre, gli orgogliosi russi hanno già la loro bevanda prediletta, e si chiama vodka. La vodka li scalda nei rigidi inverni continentali e li caratterizza anche nell’immaginario di tutto il mondo. E quindi? E quindi c’è anche qualcuno che rompe i soliti luoghi comuni e scommette sul sidro. Questo qualcuno si chiama Aleksej Nebol’sin, un pioniere agli occhi dell’Europa e un incosciente agli occhi dei connazionali.

La ricetta segreta dei normanni

Aleksej Nebol’sin è un viaggiatore. Correva l’anno 2000 quando decise di andare a conoscere la famosa Normandia, con i suoi castelli e la sua storia millenaria. Proprio lì si è trattenuto a lungo imparando ad amare il sidro normanno. Quando ha fatto ritorno in patria ha portato con sé delle mele normanne con l’intenzione di trapiantarle per fare un sidro in tutto e per tutto di stile francese, che facesse però innamorare la sua città: Mosca. Ha prodotto molte bottiglie facendo crescere le mele normanne con successo ma poi ha capito che anche la mela russa Antonovka è perfetta per il sidro e non ha nulla da invidiare a quelle europee. Così si è messo a produrre un sidro un po’ più russo, ma sempre un po’ normanno grazie alla ricetta segreta appresa in Francia. E i risultati gli danno ragione: i suoi affari vanno a gonfie vele.

Esteti, sofisticati, buongustai

Anche se gli esperti sconsigliavano questo business per via delle abitudini russe ben radicate, il sidro non è uno sconosciuto: la distillazione della frutta è cosa nota e praticata con il ben noto kvas, un fermentato casalingo tipico fatto con quello che si ha in dispensa, semplicemente. E qual è il frutto più diffuso del continente? La mela, neanche a dirlo. Ma questo non vuol certo dire che il sidro possa sostituire le altre bevande più popolari, prima fra tutte la vodka, e poi la birra. Tuttavia può affiancarle, soprattutto nei cuori dei russi più sofisticati. Così la pensa Nebol’sin che sembra aver capito come nella Grande Russia, se c’è qualcosa che non manca mai, questo qualcosa è lo spazio. Per cui, spazio al sidro, che l’anno scorso ha generato per l’imprenditore un fatturato di ben 625 mila dollari.

Photo credits: josef.stuefer

Lascia un commento

(*) Campi obbligatori
twitter facebook pinterest storify youtube rss