Golden Hour: la ricerca

In questo periodo di crisi, come stanno reagendo gli italiani? Cosa è cambiato nelle relazioni interpersonali? Che situazioni cercano quando vogliono essere completamente “se stessi”? Quanto desiderano essere “sintonizzati” con il mondo concreto?

Alla ricerca della felicità: gli italiani e il valore della golden hour

La golden hour, l’ora perfetta per l’aperitivo. Rilassante, accattivante, emotiva. Se dal mondo della fotografia, dove è l’attimo migliore per scatti intensi, mentre il sole scompare o sorge all’orizzonte, pregno di una tipica luce colorata, soffusa, meditativa o intensamente comunicativa, scivoliamo verso la vita di tutti i giorni, ecco che si svela lo scenario in cui golden hour e aperitivo si incontrano e uniscono: un tramonto, una spiaggia, un terrazzo casalingo, luce dorata, un bicchiere di sidro fra creature affini, sguardi veri, condivisione.

La ricerca

Particolarmente vicina al modo italiano di sentire la vita, la golden hour è stata ben definita dalla ricerca sociologica di Duepuntozero Doxa, commissionata da Heineken proprio per migliorare un matrimonio che si preannuncia felice. Il metodo è quello delle “ricorrenze” di termini grazie a cui si è potuto ricostruire l’immaginario collettivo che si è creato attorno a questo concetto. Il campione è costituito da mille individui compresi fra i 18 e i 54 anni, distribuiti fra nord centro e sud.

Come vivere la golden hour

La golden hour italiana ha cinque sfaccettature principali: c’è l’aspetto profondo, di colui che ama rafforzare i propri legami intimi con amici o parenti (29 per cento). C’è quello giocoso: il compagno di giochi cerca risate e compagnie più numerose, ed è a pari merito con l’edonista familiare che si rifugia nella propria casa e con l’impegnato che ritrova se stesso dopo lunghe sessioni lavorative (tutti con il 20 per cento). Infine c’è la faccia più in ombra, quella libertina, di colui che pensa a godersi la vita senza schemi (11 per cento). Sembrano tipi molto diversi. In realtà ognuno di loro ha qualcosa in comune. Si tratta di modi di sentire e di immaginare: l’edonista, così come il giocherellone e tutti gli altri, vedono l’ora dorata come relax e buonumore, come felicità e libertà. Un momento o uno spazio per stare con le persone importanti, per viversi le cose vere, per ascoltare i sentimenti più profondi. Al bando la menzogna, che è ciò che più detestano, e poi la noia e lo stress, altri mostri dei nostri tempi, e infine la cattiveria e l’odio. Le sensazioni positive invadono le menti: quelle maggiormente evocate sono calma e benessere.

Quando?

Qualsiasi giorno va bene: lo dice il 56 per cento del campione, proprio a confermare che si tratta di un tempo ideale che si può ricreare ovunque, che per il 53 per cento è da trascorrere con gli amici, per il 41 per cento con la famiglia o col partner e per il 27 per cento in una pacifica solitudine. Certo, ogni giorno è quello giusto, ma il fine settimana è ancor meglio per il 37 per cento degli interpellati.

Cosa non è la golden hour

È interessante vedere come da sola emerge la differenza sostanziale che esiste fra golden hour e happy hour. Mai da confondersi, la seconda si nutre di seduzione e sensualità, si svolge solo nei locali più affollati ed evoca trasgressione ed erotismo. La prima resta un momento in cui essere davvero se stessi, ma ben sincronizzati col mondo. Non è rottura ma unione, non è staccare la spina ma sintonizzazione. Non si tratta di uscire per strada a fare baldoria ma di sedersi sotto a un pergolato o in spiaggia. Non si vogliono chiasso e sfogo ma condivisione.

Suggestioni

Se gli amanti della golden hour si devono definire attraverso forme, colori, città, animali, viene fuori un ritratto rasserenante, dai toni azzurro cielo. Un immaginario popolato da delfini e gabbiani, da percezioni di calma, relax, benessere. L’animale più evocato è infatti il delfino, libero ed elegante, pacifico e amichevole (29 per cento) e a seguire i leggiadri gabbiani (19 per cento). Le città avvertite come più vicine all’idea di golden hour sono Barcellona (27 per cento), Parigi (25 per cento) e Roma (21 per cento). Città raggiungibili, dalla fervente vita sociale, vicine al modo italiano di intendere la vita, a differenza di New York e Tokyo, in fondo alla classifica.

Italiani uniti

Se a nord ovest dell’Italia gli amici sono più facilmente associati alla Golden Hour, la famiglia ha la meglio al centro. La natura invece raccoglie maggiori preferenze al nord est e, di nuovo, al centro, ma con poco scarto fra le risposte: quindi se qualche differenza c’è, in barba a chi vuol sempre vedere gli italiani disuniti da un capo all’altro dello stivale, la ricerca svela un modus vivendi di fondo che li accomuna, qualcosa di impercettibile che forse colgono più gli osservatori stranieri quando parlano del Belpaese che gli italiani stessi: da nord a sud, da est a ovest, dai più zelanti ai più rilassati, tutti vogliono, amano, ricercano, quello spazio dell’anima per sentirsi liberi e allietare il momento con un ottimo e rinfrescante aperitivo, magari un leggero buon sidro.

Scarica i comunicati stampa (in pdf):

Gli italiani e il valore della GH

Gli italiani e il valore della Golden Hour – dettagli ricerca

I profili della Golden Hour

twitter facebook pinterest storify youtube rss