Sidro in Italia

Sono soprattutto due le aree italiane dove il sidro ha una tradizione produttiva, il Piemonte e il Trentino Alto-Adige, anche se i numeri non si avvicinano neppure lontanamente a quelli dei vicini francesi, spagnoli e inglesi. A ostacolarne la diffusione, vi è soprattutto la concorrenza del vino, la bevanda alcolica più radicata sul territorio italiano.

Esiste anche una motivazione storica: durante il ventennio infatti una norma vietò la produzione di alcolici a base di frutta sotto i 7 gradi, in modo da favorire proprio la produzione di vino e allontanare dal Paese le “pericolose” produzioni straniere di alcolici. Per questo motivo si ebbe una brusca interruzione nell’uso di fermentare le mele, a favore dell’uva, e a oggi il sidro sopravvive in alcune produzione di nicchia. Oltre a Piemonte e Trentino, comunque, alcune piccole produzioni sono state registrate in Friuli Venezia-Giulia e Valle d’Aosta a nord, nelle Marche al centro e in Campania a sud.

Piemonte

La produzione piemontese è concentrata in provincia di Torino e di Cuneo. Qui il sidro viene chiamato vin d’ pum (vino di mele) poiché veniva fatto fermentare insieme con le vinacce e per questo motivo il sidro piemontese prendeva il tipico colore rossastro del vino. Produzione ormai rara e poco diffusa, è salvaguardata dai presidi Slow Food.

Trentino Alto-Adige

Nelle valli italiane delle mele per antonomasia, vi sono diversi piccoli produttori locali, biologici e artigianali, che offrono ottimi sidri, sia secchi sia più amabili. La zona di diffusione del sidro corrisponde alle valli in cui si raccolgono le mele, come la Val di Non. In quest’area, è molto diffuso anche il distillato di sidro di mele.

Friuli Venezia-Giulia

Oltre al sidro di mele, altrettanto diffuso sui monti friulani, in questa regione italiana si produce anche un famoso sidro di pere, che prende il nome dalla qualità del frutto usato: Klotzen. Raggiunge circa i 10 gradi alcolici e viene consumato indifferentemente come aperitivo o a fine pasto. Il Klotzen è diffuso non solo in Friuli Venezia-Giulia, ma anche nelle vicine Corinzia e Slovenia

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