Sidro in letteratura

Dai classici dell’antica Grecia ai buffi abitanti di Springfield, passando per i grandi scrittori del Novecento, nella storia della letteratura il sidro ha fatto la sua comparsa un po’ ovunque.

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C’è chi sostiene che la prelibatezza di questa bevanda fosse già stata decantata nei “Cavalieri” di Aristofane (424 a.C.): un’ipotesi, tuttavia, che deriva da una traduzione errata di un verso del commediografo che, invece, fa riferimento al vino.

I padri del sidro

Questioni esegetiche a parte, la più antica apparizione del sidro risale al 1588 nel trattato latino “De vino et Pomaceo Libri Duo”, scritto dal medico Le Paulmier de Grantemesnil, poi tradotto in francese. Nel 1800, sempre in Francia, Odolant-Desnos scrive il “Traité de la culture des pommiers et poiriers et de la fabrication du cidre et poire”; mentre nel 1844 tocca al mercante americano John Gregg che, in “Commerce of the Prairies: or, The journal of a Santa Fé trader, 1831-1839”, parla di “sidro forte” per descrivere il gusto del “pulque”, tradizionale succo d’agave messicano.

Sidro in versi

Tecniche e strategie di produzione del sidro sono le protagoniste del poemetto “The Cyder”, scritto nel 1709 dall’inglese John Philips, ispirandosi alle Georgiche di Virgilio. Qualche anno più tardi, nel 1727, il poeta normando Jean Duhamel comporrà l’“Ode sur le cidre”. Nuovamente poesia nel 1926, quando Vita Sackville-West, nota per la sua relazione con Virginia Woolf, scrive “Making cider”.
E il sidro può vantare anche una citazione musicale: si tratta di “Up from Somerset”, scritta nel 1913 dall’avvocato inglese Weatherly, autore anche di “Danny Boy”.

Sidro e best-seller

Tornando alla prosa, Ernest Hemingway fa comparire il sidro in una riflessione notturna di Robert Jordan, protagonista di “Per chi suona la campana”, e nel romanzo autobiografico “Vero all’alba”, pubblicato postumo, in cui lo stesso autore ricorda gli odori provenienti da una raffineria del Michigan.
Oggi, ritroviamo il sidro anche nell’incipit di “Ottobre sulla sedia”, una delle più apprezzate storie brevi di Neil Gaiman, autore di “Coraline”.

In Italia c’è il calvados

La letteratura italiana non offre grandi spunti. Ma un piccolo riferimento al calvados si trova nelle storie dell’Alligatore, il protagonista dei romanzi di Massimo Carlotto, che lo elegge a suo liquore preferito. Anche il commissario Maigret nato dalla penna di Simenon lo adora.

I Simpson

Infine, una citazione di “letteratura” assolutamente contemporanea del maestro Matt Groening. Dopo aver visitato la “Storica Distilleria del sidro di Mt. Swartzwelder”, Ned Flanders si cimenta in una filastrocca per insegnare al vicino Homer la differenza tra succo di mele e sidro: “Se è giallo e chiaro, è succo, dichiaro! Se è marrone e pungente, è sidro, gente!”.

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