Sidro… ma non sidro

Con le mele si possono ottenere bevande alcoliche imparentate col sidro o dal gusto del tutto originale.

Nel Quebec, in Canada, a volte le mele si lasciano gelare sull’albero allo scopo di ottenere la concentrazione degli zuccheri, oppure si spremono e si lascia il loro succo a ghiacciare per poi selezionarne solo il concentrato. Da questo processo si ottiene un caratteristico tipo di sidro, il cosiddetto ice cider o cidre de glace, dal sapore particolarmente dolce e acido, con una gradazione alcolica che varia dai sette ai tredici gradi.

Più diffuse invece sono le acquaviti di sidro, prodotte dalla distillazione di quest’ultimo e consumate in molte regioni del mondo con grande varietà di ricette. Tra tutte, il calvados è la più raffinata e si distingue per il lungo invecchiamento (almeno due anni, ma si arriva anche a venti) in botti di rovere che gli donano un gusto morbido e aromatico. Il calvados nasce in Normandia e oggi è un prodotto a denominazione controllata molto ricercato, la cui fortuna fu un tempo favorita da una devastante epidemia che, nel diciannovesimo secolo, rovinò i vigneti della zona e portò i coltivatori a dedicarsi alle mele.

Un altro parente del sidro, anche per l’assonanza del suo nome, è il cyser. Questa bevanda pressoché ignota in Italia si ottiene aggiungendo del miele durante la fermentazione del mosto.

Esiste inoltre un fratello diretto del sidro di mele che è il sidro di pere, conosciuto in Francia come poiré e nei paesi anglofoni come perry, dal nome della varietà di pera più utilizzata. Tradizionalmente inglese e normanno, non è però solo esotico: nel Friuli Venezia Giulia viene prodotto con le pere klotzen e prende il nome di most.

Ma il sidro ha qualcosa in comune anche con altre bevande. A volte si tratta di un’assonanza come nel caso dell’idromele, o di un retrogusto, come nel caso del camemoro. Il camemoro, o bacca polare, è l’ingrediente base per bevande dal sapore simile al sidro di comune diffusione nei paesi scandinavi. L’idromele, infine, è spesso erroneamente accomunato al sidro a causa del nome che deriva invece dal greco hydor (acqua) e meli (miele), gli ingredienti base che fermentando assieme danno vita a questa bevanda dalle origini molto antiche. L’idromele era conosciuto già nella civiltà egizia e ricavato secondo diverse varianti, una delle quali ci riporta al sidro: una particolare ricetta prevede infatti l’aggiunta delle sorbe, un frutto appartenente, come la mela, alla famiglia delle rosacee e dal retrogusto piuttosto simile.

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