Nel nome della Honeycrisp

Non è particolarmente bella, non è economica, il suo albero è difficile da coltivare e, una volta raccolta, si conserva fresca per poco tempo. E allora come mai la mela Honeycrisp, un ibrido creato in un laboratorio universitario del Minnesota un secolo fa, ha così tanto successo? Negli Stati Uniti tutti la vogliono e tutti la cercano e nessun consumatore si fa cruccio dei suoi lati negativi. La risposta, sostiene qualche coltivatore, è tanto semplice da sembrare banale: è buona. Anzi è la più buona del mondo intero.

Il sidro di Honeycrisp

Tim Weiser, coltivatore americano che pratica il mestiere da almeno 50 anni, non ha dubbi. È una mela dall’aroma inconfondibile e indimenticabile, in una parola è una delizia del palato. Lui coltiva Honeycrisp da parecchi decenni ed è tanto sommerso di richieste che ha pensato di produrre di suo pugno una novità per un mercato affine: un sidro. Ma non un sidro qualsiasi, uno fatto con una sola varietà, la Honeycrisp appunto.

Il sidro di un’unica varietà di mele è più difficile da produrre poiché non è possibile bilanciare in alcun modo il gusto dosando dolcezza, acidità, tannini e così via. Si tratta quindi di un prodotto da intenditori.

La mela più buona del mondo

Questa mela, dal gusto dolce e aspro e dalla consistenza particolarmente croccante e fresca, è tanto amata da risultare davvero proficua per chi l’ha inventata. Risulta infatti il terzo prodotto più redditizio in assoluto mai uscito dai laboratori dell’ateneo del Minnesota. Fino al 2008, infatti, godeva dell’esclusività del brevetto che, anche se ormai scaduto, ha reso famoso l’ateneo in tutto il mondo.

 Photo credits: Alexa Clark

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