Letture consigliate sulle mele

La letteratura sulla mela è praticamente sconfinata, si perde nella tradizione popolare e termina con i migliori testi moderni.

Non solo una favola

Una storia fra realtà e fantasia è quella di Giovannino Semedimela, che non è solo una fiaba né un cartone Disney ma un personaggio realmente esistito nell’America del XVIII secolo. Una sorta di viandante ecologista ante litteram che ovunque andasse seminava meli. La sua leggenda si potrebbe dire l’archetipo mai scritto di ogni libro sulle mele: egli ricopre a pieno titolo il ruolo di divulgatore oltre che di alberi, di una cultura che va dalla botanica alla gastronomia, dall’arte all’ecologia. Seppe infatti scegliere i climi giusti per ogni melo, preparò il terreno per le future coltivazioni, aiutò la biodiversità grazie a semi di rare varietà che si era portato dall’Europa e ispirò di infiniti spunti le arti del racconto, del fumetto, del canto, che ancora oggi attingono da lui a piene mani.

Le origini

Il primo libro a occuparsi di mele risale al 77 d.C.: Plinio il Vecchio nel trattato naturalistico Naturalis historia ne descrive ben venti tipi diversi. Saltiamo poi fino al 1588, quando il medico Julien Le Paulmier nel De vino et pomaceo si sofferma sulla coltivazione dei meli, anche se il suo intento era parlare di sidro. Nel 1618 arriva invece il primo testo inglese sugli aspetti pratici della coltivazione: A new orchard and garden, di William Lawson.

Letture scientifiche

Se della mela interessano gli aspetti più scientifici si può leggere Il melo, un’opera a più mani coordinata da Carlo Fideghelli particolarmente esaustiva. A rendere il libro diverso dai tanti scritti sul tema è non solo il pragmatismo datogli dalla collaborazione con i coltivatori ma anche l’aggiunta dei capitoli sul frutto nell’arte, nella nutrizione, nella storia. Altre letture complete sull’argomento sono Apples, di Gail Gibbson, che parte dall’impollinazione per arrivare all’alimentazione. E poi The new book of apples. The definitive guide to over 2000 varieties (Joan Morgan e Alison Richards), il cui titolo spiega tutto.

Coltivazioni organiche ed ecologia

Se si vogliono mettere a fuoco le problematiche più urgenti dei nostri tempi, fra cui la biodiversità, ecco alcuni testi: Il frutto ritrovato, dove Chiara Spadaro si dedica a riscoprire le tante varietà della mela. Se nel 19esimo secolo, spiega, ne esistevano circa mille, oggi l’80 per cento appartiene a 4 varietà. Michael Phillips invece, in The apple grower, costruisce una vera e propria guida alla piantagione organica, convinto che sia possibile migliorare le colture biologiche grazie a tecniche che hanno origine nell’antico sapere dei nostri antenati potenziate dalle nuove tecnologie.

Fra scienza e letteratura

Per spaziare fra usi, leggende e aforismi in modo divertente e creativo, non può mancare fra le letture Il libro delle mele di Giuliana Lomazzi. Non esiste una storia della mela ma infinite storie che accompagnano l’uomo fin dalla sua creazione, con Adamo ed Eva: il pomo del primo uomo, racconta la leggenda, altro non è che uno spicchio di mela andato di traverso per lo spavento di esser colti nel peccato. E Biancaneve non risorge grazie al bacio del principe, bensì perché rotolando in una vallata sputa fuori un pezzo della mela avvelenata. Ma nel libro non mancano capitoli scientifici e sulla cucina. Dal passato al futuro spazia invece il testo di Frank Browning, Apples, the story of the fruit temptation, che ci conduce dai miti primordiali fino alle ipotesi futuristiche del frutto di domani, figlio dell’ingegneria genetica.

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