Un barile di sidro come camera da letto

Che cosa fare di vecchi e giganteschi barili usati per invecchiare il sidro? Visto l’ingombro, circa otto metri quadrati ciascuno, Paulette e Patrick Esnard hanno pensato che liberarsene fosse la scelta più ragionevole. Almeno fino a quando a uno dei due non è venuto in mente un modo creativo di riciclarli: farli diventare delle camere da letto per poi affittarle al pubblico. Nasce così un albergo fra i più originali al mondo, a una manciata di chilometri dalla cittadina francese di Cambremer, in Normandia, fra castelli, creperie e distillerie di Calvados.

Una vecchia sidreria, barili ottocenteschi e molta immaginazione

Le gigantesche botti arrivano direttamente dal diciannovesimo secolo. Duecento e più anni di storie da raccontare, di profumi da rilasciare e anche di acciacchi. Un legno pregiato quello usato per questi barili, fatto per resistere e per accogliere il mosto delle mele, conservarlo e portarlo a una perfetta maturazione. Non per nulla si trovavano in una vecchia tenuta usata per fare il sidro, dotata anche di una pressa non più funzionante. La casa fu acquistata dalla coppia per viverci felicemente e in pace dimenticando il caos delle città. E vista la posizione piacevole della proprietà, perché non condividerne la bellezza con i viaggiatori?

Come nasce l’albergo delle botti

L’avventura è iniziata nel 2010. Anno in cui i due francesi, che stavano usando le botti per giocarvi e per ricevere gli amici, hanno deciso di provare a vedere come ci si poteva dormire. Dopo aver capito che erano dei piccoli nidi confortevoli, le hanno restaurate, arredate e infine affittate. Non prima di isolarle termicamente e ricavare anche delle finestre. Al loro interno si gode anche di un piacevole profumo di legno. Insomma un insolito bed & breakfast che in una sola mossa valorizza la storia, il sidro e la campagna, perfetto per gli amanti dei viaggi caratteristici e delle ambientazioni insolite ma anche della natura perché dormire all’aperto, riparati solo da una botte, potrebbe farci sentire come degli scoiattoli nel proprio nido.

Photo credits: Rob Gallop

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